Il cashmere riciclato rappresenta una delle eccellenze della filiera tessile sostenibile italiana. È il risultato di un processo meticoloso che trasforma maglieria usata in un filato pregiato, pronto per dare vita a nuovi capi di alta qualità. Dietro questo risultato si nasconde un lavoro di selezione e lavorazione estremamente accurato, che richiede competenze tecniche, esperienza e sensibilità verso il materiale.
Ecco qui il processo di riciclo dalla maglia vecchia alla filatura, passo a passo.
1. La provenienza della maglieria usata
La materia prima del cashmere riciclato è la maglia dismessa, raccolta tramite canali specializzati, enti di recupero tessile e commercianti di stock vintage.
Le principali provenienze sono:
Europa (soprattutto Italia, Francia, Regno Unito): mercati second-hand di qualità, dove il cashmere è diffuso e ben conservato.
Nord America: capi spesso di marchi premium, con filati di pregio.
Asia Centrale e Cina: capi di cashmere 100% provenienti dalle stesse aree dove si alleva la capra Hircus.
Non tutto ciò che arriva è adatto: è fondamentale individuare capi realizzati in puro cashmere, evitando miste con lana, seta o fibre sintetiche.
2. La selezione manuale
Una volta giunti in laboratorio, i capi vengono ispezionati a mano:
Controllo composizione: verificato tramite esperienza tattile, esame visivo e, se necessario, test di laboratorio.
Divisione per colore: i capi vengono suddivisi per tonalità (ecru, grigi, beige, blu, neri, colori moda). Questo passaggio è fondamentale per ridurre la necessità di tingere il nuovo filato.
Separazione per qualità: maglie morbide e poco usurate vengono trattate diversamente da quelle più compatte o infeltrite.
3. Sfilacciatura e riduzione in fibra
I capi selezionati vengono tagliati e privati di bottoni, zip, cuciture.
Successivamente si passa alla sfilacciatura:
Le maglie vengono introdotte in macchinari speciali che separano le fibre, riportando il tessuto allo stato di fiocco di cashmere.
In questa fase si lavora con estrema delicatezza per evitare di rompere eccessivamente le fibre, mantenendo la lunghezza originale quanto più possibile.
4. Pulizia e rigenerazione
La fibra ottenuta viene lavata in acqua (senza processi chimici aggressivi) per rimuovere polveri, impurità e residui.
Il lavaggio del cashmere riciclato è delicato e utilizza detergenti specifici, mantenendo le proprietà naturali della fibra.
5. Cardatura
Una volta asciutta, la fibra passa alla cardatura, un processo meccanico che:
Allinea le fibre nella stessa direzione.
Elimina ulteriori impurità.
Crea un nastro omogeneo e pronto per la filatura.
6. Filatura
Il nastro cardato viene filato su macchine anello o continuative, trasformandosi in un filato uniforme.
La torsione viene calibrata in base all’uso finale (maglieria fine, accessori, tessuti).
In questa fase, se necessario, possono essere aggiunte piccole percentuali di fibre vergini per migliorare resistenza e durata.
7. Bobinatura e controllo qualità
Il filato ottenuto viene bobinato, controllato visivamente e testato per:
Titolo (Nm)
Resistenza alla trazione
Uniformità di torsione
Eventuali impurità residue
Solo dopo aver superato tutti i test, il filato è pronto per essere utilizzato al naturale.
Scheda tecnica – Filato di Cashmere Riciclato
Origine delle fibre: Maglieria dismessa proveniente principalmente da Italia, Francia, Regno Unito, USA, India, Pakistan e Cina
Processo di lavorazione: Selezione manuale → Sfilacciatura → Lavaggio → Cardatura → Filatura → Bobinatura
Composizione: 100% cashmere riciclato
Finezza fibra: 15–18 micron (a seconda del lotto e della provenienza)
Lunghezza media fibra: 28–32 mm (valore medio per cashmere riciclato di alta qualità)
Titoli disponibili: Nm 2/13 (altri titoli su richiesta)
Colori: Disponibili naturali da selezione (richiedi la cartella colori)
Uso consigliato: Maglieria a macchina finezza 7–8, accessori
Produzione: Made in Tuscany – Italia
Certificazioni: Possibilità di certificazione GRS (Global Recycled Standard)
Ecco qui il processo di riciclo dalla maglia vecchia alla filatura, passo a passo.
1. La provenienza della maglieria usata
La materia prima del cashmere riciclato è la maglia dismessa, raccolta tramite canali specializzati, enti di recupero tessile e commercianti di stock vintage.
Le principali provenienze sono:
Europa (soprattutto Italia, Francia, Regno Unito): mercati second-hand di qualità, dove il cashmere è diffuso e ben conservato.
Nord America: capi spesso di marchi premium, con filati di pregio.
Asia Centrale e Cina: capi di cashmere 100% provenienti dalle stesse aree dove si alleva la capra Hircus.
Non tutto ciò che arriva è adatto: è fondamentale individuare capi realizzati in puro cashmere, evitando miste con lana, seta o fibre sintetiche.
2. La selezione manuale
Una volta giunti in laboratorio, i capi vengono ispezionati a mano:
Controllo composizione: verificato tramite esperienza tattile, esame visivo e, se necessario, test di laboratorio.
Divisione per colore: i capi vengono suddivisi per tonalità (ecru, grigi, beige, blu, neri, colori moda). Questo passaggio è fondamentale per ridurre la necessità di tingere il nuovo filato.
Separazione per qualità: maglie morbide e poco usurate vengono trattate diversamente da quelle più compatte o infeltrite.
3. Sfilacciatura e riduzione in fibra
I capi selezionati vengono tagliati e privati di bottoni, zip, cuciture.
Successivamente si passa alla sfilacciatura:
Le maglie vengono introdotte in macchinari speciali che separano le fibre, riportando il tessuto allo stato di fiocco di cashmere.
In questa fase si lavora con estrema delicatezza per evitare di rompere eccessivamente le fibre, mantenendo la lunghezza originale quanto più possibile.
4. Pulizia e rigenerazione
La fibra ottenuta viene lavata in acqua (senza processi chimici aggressivi) per rimuovere polveri, impurità e residui.
Il lavaggio del cashmere riciclato è delicato e utilizza detergenti specifici, mantenendo le proprietà naturali della fibra.
5. Cardatura
Una volta asciutta, la fibra passa alla cardatura, un processo meccanico che:
Allinea le fibre nella stessa direzione.
Elimina ulteriori impurità.
Crea un nastro omogeneo e pronto per la filatura.
6. Filatura
Il nastro cardato viene filato su macchine anello o continuative, trasformandosi in un filato uniforme.
La torsione viene calibrata in base all’uso finale (maglieria fine, accessori, tessuti).
In questa fase, se necessario, possono essere aggiunte piccole percentuali di fibre vergini per migliorare resistenza e durata.
7. Bobinatura e controllo qualità
Il filato ottenuto viene bobinato, controllato visivamente e testato per:
Titolo (Nm)
Resistenza alla trazione
Uniformità di torsione
Eventuali impurità residue
Solo dopo aver superato tutti i test, il filato è pronto per essere utilizzato al naturale.
Scheda tecnica – Filato di Cashmere Riciclato
Origine delle fibre: Maglieria dismessa proveniente principalmente da Italia, Francia, Regno Unito, USA, India, Pakistan e Cina
Processo di lavorazione: Selezione manuale → Sfilacciatura → Lavaggio → Cardatura → Filatura → Bobinatura
Composizione: 100% cashmere riciclato
Finezza fibra: 15–18 micron (a seconda del lotto e della provenienza)
Lunghezza media fibra: 28–32 mm (valore medio per cashmere riciclato di alta qualità)
Titoli disponibili: Nm 2/13 (altri titoli su richiesta)
Colori: Disponibili naturali da selezione (richiedi la cartella colori)
Uso consigliato: Maglieria a macchina finezza 7–8, accessori
Produzione: Made in Tuscany – Italia
Certificazioni: Possibilità di certificazione GRS (Global Recycled Standard)